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12 marzo 2011

Tofu burger - my way



Ieri avevo voglia di tofu burger. Raramente mi metto a prepararlo più che altro per pigrizia!! Però dopo tutto non è per niente complicato da fare e il risultato è molto appetitoso! Si sa, di solito tutto ciò che rientra nella categoria "polpetta" piace! Mi ricordo che quando preparavo per il negozio di monza, le polpette erano sempre le prime a sparire, indipendentemente da ciò che contenevano!
Le dosi qui sono per un solo burger dato che me lo sono pappato solo io, ma un'altra idea interessante è quella di formare delle palline e rotolarle nei semini! Diventano delle polpettine perfette per un aperitivo o un buffet. Vedrete che spariranno al volo!

Ingredienti:
80 gr tofu al naturale
30 gr carota lessa
30 gr porro lesso (o cipolla)
39 gr spinaci lessi
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaino di tahin (io non l'avevo e ho macinato i semi di sesamo)
1 cucchiaino di semi di lino tritati
1 cucchiaio di fiocchi d'avena
1 pizzico di curcuma

Preparazione
Sbollentate il tofu in acqua salata per 5 minuti. Frullatelo poi con carota, porro e spinaci lessati. Aggiungete anche il tamari e frullate bene fino ad ottenere quasi una crema. A questo punto trasferite il composto in una ciotola e aggiungete anche i fiocchi d'avena ridotti in farina (con un macinacaffè va benissimo), curcuma, tahin e semi di lino. Mescolate e lasciate riposare almeno 30 minuti, in questo modo l'impasto diventerà più sodo e sarà semplicissimo dargli la forma preferita!
Assaggiate ed eventualmente regolate di sale. Per la cottura, io l'ho messo in forno a 190° per 15 minuti, ma anche in padella va benissimo. Ovvio che in padella assorbe più olio!
E' ottimo servito con dell'insalatina mista e pomodorini ed accompagnato con senape o maionese di soia. Anche per farcire un panino non è niente male!!

17 dicembre 2010

La sfoglia in versione salata: torta al radicchio e tofu affumicato


La pasta sfoglia che vi ho proposto nella ricetta della Apple Pie è perfetta anche per il salato, sia per sfogliatine piccole che per le torte.
Io ho provato questa ricetta con tofu e radicchio che mi ha suggerito la mia carissima socia, la Cuoca Mattarella (a brevissimo il sito www.cuocamattarella.it) ed è venuta buonissima...la riproporrò a Natale!

l'impasto è sempre il solito, ma dato che repetita iuvant...eccovelo!

Per la sfoglia
300 gr farina tipo 2
90 ml olio di mais o e.v.o.
2 prese di sale
1 cucchiaino di curcuma
poca acqua ghiacciata

Per il ripieno:
2 cespi di radicchio
1 panetto di tofu affumicato
200 ml di latte di soia o yogurt di soia
2 cuchiai di olio e.v.o. per il radicchio e altri 2 per il tofu
50 gr mandorle tritate
sale
tamari o shoyu

Preparazione:
Mescolate farina, curcuma e sale. Aggiungete l'olio e sfarinate bene bene con le mani. Vedrete subito che la curcuma a contatto con l'olio mette in risalto tutto il suo colore.
Aggiungete quindi poca acqua ghiacciata fino ad ottenere un impasto che sta insieme. Cercate di lavorarlo poco poco e soprattutto di non scaldarlo con le mani. Di questi tempi per me è pressochè impossibile dato che le mie mani son perennemente gelate, anche ora mentre scrivo!
Mettete l'impasto a riposare in frigo per almeno mezz'ora.
Tagliate ora il radicchio a listarelle, lavatelo bene e appassitelo in 2 cucchiai di olio e sale. Lasciate raffreddare.
A parte frullate il tofu affumicato con il latte di soia o yogurt, 2 cucchiai di olio, e un cucchiaio di shoyu.
Accendete il forno a 180°.
Stendete la sfoglia il piu sottile possibile e disponete all'interno il radicchio raffreddato.
Sopra stendete la crema ottenuta frullando il tofu e guarnite la torta con le mandorle triturate.
Infornate così per 30-35 minuti finchè la sfoglia non sarà dorata!
GNAM!!!

Buon Natale!!!

6 maggio 2010

Involtini di primavera alla menta


No no, non hanno niente a che fare con gli involtini primavera che si mangiano al ristorante cinese!!
Preparo spesso involtini di questo genere usando sia il cavolo cinese che la verza, vengono sempre buonissimi, sarà che mi piacciono anche da vedere e mi invogliano!
Anche se non sembra, siamo in primavera inoltrata e in giardino la menta sta avendo il sopravvento, percui ogni tanto la utilizzo nelle preparazioni, è molto fresca e mi piace! Se proprio vogliamo esagerare, quando ho addentato uno di questi involtini mi sono venuti in mente i culurgiones, quei buoni ravioli sardi (non vegan ovviamente) con patate, menta e formaggio. Sarà stata la menta e la consistenza morbida del ripieno, ma li ho proprio graditi!
Poi penso anche che siano una buona alternativa per far mangiare ai bambini verdure, riso e fagioli in un modo un pò più divertente!

Per 4 persone (12 involtini)
12 foglie di cavolo cinese
200 gr fagioli lessi o ceci lessi
100 gr riso integrale cotto (io l'avevo avanzato)
1 cucchiaio di fiocchi d'avena
4 foglie di menta fresca
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di olio e.v.o.
pangrattato

Preparazione:
sbollentate in acqua salata le foglie di cavolo, per 1-2 minuti al massimo. Mettete poi in frullatore il riso, i fagioli, la menta tagliuzzata finemente, il tamari. Frullate, poi assaggiate e regolate di sale. Aggiungete anche i fiocchi d'avena che aiuteranno l'impasto a restare più sodo. Frullate per un altro mezzo minuto.
Scolate le foglie di cavolo e disponeteli su fogli di carta assorbente per togliere l'acqua in eccesso. Ponete un cucchiaio di ripieno sulla parte bianca della foglia (la costa) e arrotolate. Disponete gli involtini un una teglia unta con olio e.v.o. e cospargeteli di pangrattato e un filo di olio.
Metteteli in forno a 180° per una ventina di minuti poi se preferite lasciateli anche qualche minuto sotto il grill.
Buon appetito!

21 marzo 2010

ritorna la pasta madre: focaccia farcita morbidissima!



Incredibile, sto postando una ricetta salata! ultimamente i dolci hanno il sopravvento e già vi dico che il prossimo post è decisamente dolce e cioccolatoso!

Ma veniamo alla nostra pasta madre, che si sta comportando proprio bene! Ieri ho deciso di preparare una bella focacciona farcita con tofu e verdure, un piatto unico ed è venuta sofficissima!! La ricetta dell'impasto l'ho inventata di sana pianta ma è molto semplice, il tutto sta nella lievitazione e nella lavorazione dell'impasto.

Come si fa?!
Venerdì ho rinfrescato la madre (50 gr pasta madre che avevo in frigo e 50 gr farina semintegrale) lavorando per un buon 10 minuti e ottenendo un etto di pasta madre nuova.

Sabato mattina, alle 9, ho iniziato a impastare i 100 gr con altrettanti di farina semintegrale utilizzando acqua a circa 35 gradi. E' importante la temperatura dell'acqua...io faccio bollire quella del rubinetto poi la lascio depositare in modo che eventuale calcare non vada a finire nel mio impasto compromettendo la lievitazione. Si lascia raffreddare l'acqua fino alla temperatura desiderata e si utilizza facendo attenzione che il deposito non si mescoli nuovamente con l'acqua che andremo a utilizzare.
A questo punto ho impastato per almeno 15 minuti il tutto ottenendo un panetto morbido ma che non si appiccica alle mani. L'ho messo in una ciotola ampia, l'ho coperto con un canovaccio bianco inumidito e l'ho messo in forno con lampadina accesa e temperatura di 25-30° per 3 ore.
Trascorso questo tempo, quindi verso mezzogiorno, ho ripetuto la stessa operazione aggiungendo 200 gr di farina.
Dopo altre 3 ore di lievitazione, verso le 15.30 si ripete l'operazione per l'ultima volta.
Questo passaggio è più critico, perchè bisogna ricordarsi SUBITO di prendere una cucchiaiata di impasto da metter via, che diventerà la prossima madre da rinfrescare. Fatto questo bisogna aggiungere gli ultimi ingredienti ovvero:
200 gr di farina semintegrale
1 cucchiaio di sale sciolto in acqua
4 cucchiai di olio e.v.o.

Questi tre ingredienti vanno miscelati separatamente dall'impasto lievitato. Come prima cosa incorporate farina ed olio sgranando bene con le mani. Aggiungete poi il sale sciolto in acqua e infine anche l'impasto lievitato.
Lavorate per altri 15 minuti facendo prendere molta aria all'impasto, tirandolo bene e giocandoci un pò.
Dividete l'impasto in due, stendetelo ottenendo due cerchi e poneteli a lievitare ancora almeno per un'ora (io li ho lasciati altre 3 ore). Alle 18.30 quindi ho composto la mia torta e l'ho infornata a 180° per 30 minuti.
Meglio mangiarla tiepida percui con gli orari ci siamo..ha tutto il tempo per raffreddarsi!
Con queste dosi potete utilizzare una teglia da 24 o anche 32 cm, basta stendere la pasta più o meno spessa.

Ripieno:
Per il ripieno potete sbizzarrirvi, io ho fatto saltare in una padella un pò di coste, spinaci, piselli con olio, aglio e noce moscata. Ho aggiunto un panetto di tofu sbriciolato. Ho salato e ho amalgamato tutto con un pò di lievito alimentare in scaglie!

25 ottobre 2009

Crema di topinambour e patate dolci


Cremina semplicissima ma buona buona buona buona. Io la mangio anche a colazione...troppo deliziosa!
I topinambour arrivano direttamente dal mio giardino. Andateci piano perchè sono ricchi di inulina! sostanza prebiotiva che fa molto bene, è una sorta di "pappa" che sfama i nostri batteri intestinali.
Il fatto è che spesso i batteri giusti nel nostro intestino non ci sono...percui l'inulina resta li, nessun batterio se la mangia...e causa un pò di gonfiore. Il segreto e cominciare con una piccola quantità è mangiarne per diversi giorni, in modo da formare una flora batterica corretta. L'ho spiegato proprio in soldoni...diciamo che è una specie di forma naturale di quelle porcherie che vendono al supermercato a base di zucchero e yogurt....tremende!

La crema è semplicissima, il sapore del topinambour ricorda il carciofo (anche lui ricco di inulina) e le patate dolci smorzano la durezza del suo sapore. FAVOLOSA!

Ingredienti:
300 gr tiponambour
3 patate dolci
Latte di soia (o acqua)
2 cucchiai di olio e.v.o.
sale q.b.

Pulire i topinambour e sbucciare le patate. Cuocere entrambi a vapore in pentola a pressione per circa 10 minuti.
Scolarli a frullarli bene con un frullatore a immersione aggiungendo un liquido, io ho usato il latte di soia, e l'olio. Alla fine regolare di sale.
Viene una cremina morbida e delicata, una sorta di purè...ottimo sulle gallette!!!

21 settembre 2009

Torta salata agrodolce con cipolle e uva bianca


Cipolle e uva, una scoperta! Ho trovato un suggerimento su una rivista e ho deciso di provarlo...risultato ottimo e molto apprezzato anche dai clienti del negozio (ah si...perchè non ve l'ho detto! Con estrema gioia vi annuncio che cucino per una gastronomia vegan!! Riuscite ad indovinare quale?). Le cipolle sono molto cotte percui non risultano indigeste, anzi! Sono dolcine e si sposano benissimo con l'uva bianca!! Che buona!!!

Ingredienti:
150 gr farina integrale;
2 cucchiai di olio e.v.o.;
semi di lino o altri semi che avete in casa;
2 cipolle;
1 grappolo di uva bianca;
olio e.v.o.;
acqua q.b.;
sale;

Preparazione:
Ho preparato la mia solita sfoglia con la farina integrale (potete utilizzare quella che avete, ottime anche quelle di farro e kamut), sale, olio e un pò d'acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo. Io ho aggiunto anche dei semini di lino e fiocchi d'avena giusto per rallegrare l'impasto.
Fate appassire la cipolla tagliata a fette in padella, con due cucchiai di olio. Quando la cipolla è appassita aggiungete anche gli acini di uva tagliati a metà e privati dei semini. Aggiustate di sale e fate andare finchè la cipolla non si disfa.
Stendete la pasta e versateci il ripieno. Infornate a 180° per una mezz'ora. Controllate il colore della pasta: quando è dorata è pronta!

28 agosto 2009

Pancake avena e castagne


Se vi piacciono le piadine, le crepes e affini e amate la farina di castagne vi consiglio di provare questi piccoli pancakes preparati in padella con un filo di olio..sono favolosi! Io li ho mangiati cospargendoli con un trito di verdurine: pomodori, fagiolini, basilico e pinoli tostati...ma sono un ottimo sostituto del pane su cui spalmare magari dell'hummus o del tofu! Il sapore ricorda il castagnaccio, penso che vadano benissimo anche a colazione (magari senza il rosmarino, ma per i più temerari si può lasciare!) con delle creme dolci!

Ingredienti per 5 pancakes:
6 cucchiai di farina di castagne
5 cucchiai di farina d'avena
1 mazzetto di rosmarino
acqua
sale
olio e.v.o.

Mescolate le due farine ed il sale in una terrina. Aggiungete acqua fino a raggiungere una pastella piuttosto densa, non come quella delle crepes altrimenti l'impasto una volta versato in padella si spanderà troppo! Noi invece vogliamo ottenere dei piccoli pancakes percui la consistenza deve essere piuttosto cremosa.
Tritate il rosmarino finemente e aggiungetelo all'impasto.
Spennellate una piastra con un pò d'olio e.v.o. e cuocete mezzo mestolo di impasto alla volta, esattamente come le crepes. Deve cuocere solo pochi minuti per lato, quando prende un bel col marroncino è pronto!
Lasciando l'impasto più liquido si possono fare delle crepes da farcire con quanto più ci piace! Mmmm delizia!!

13 agosto 2009

Mele essiccate


Sfruttiamo il caldo di questi giorni per seccare la frutta!!
Certo, non stiamo parlando del sole del sud...però con un piccolo aiutino finale nel forno si può seccare tutto senza problemi!
Quest'anno è decisamente l'anno delle pere, più che delle mele...i miei alberelli di mele hanno su pochi frutti che stanno cascando pian piano prima di maturare (ed ecco che entra in gioco l'essicazione) mentre quelli di pere sono zeppi! Speriamo che arrivino tutte a maturazione..!
Il procedimento per seccare è semplicissimo, io ho lavato la mela, l'ho tagliata molto finemente utilizzando una mandolina e l'ho adagiata su una grata di metallo al sole, coperta con una retina per evitare le visite degli insetti.
Dopo una giornata di esposizione le ho messe una mezz'ora in forno ventilato a 50° e il risultato è quello che vedete! Le mele sono saporitissime e ottime da aggiungere nel muesli a colazione, sulle torte oppure mangiate da sole come snack (io le consiglio per il cinema, come alternativa al pop corn che per i miei gusti è troppo salato!).
Buona essiccata e speriamo che non piova!!

12 luglio 2009

Cremosino alla pera con cialda al cacao


Esperimento!! Ho comprato dei bellissimi stampini per cioccolatini che però vanno bene anche per budini o piccoli desserts. Sono ottimi per fare bella figura quando ci sono ospiti perchè la forma viene perfetta da sè, basta solo essere un pò delicati a maneggiarli!
Questa prova è ancora da migliorare, comunque ho fatto un normalissimo kanten con del succo di pera e banana aggiungendo un pò di malto di riso. Quando si stava raffreddando ho aggiunto dello yogurt di soia bianco per dargli un colore migliore e anche per rendere la consistenza più cremosa. Lo stampino ha fatto il resto!
Per la cialdina è stato un vero travaglio...non trovavo ricette che assomigliassero alle classiche "lingue di gatto"...possibile che questo tipo di biscotto non sia stato veganizzato?! La ricetta per la cialdina che ho usato l'ho presa qui (in fondo alla pag!) però non è venuta molto bene, il sapore è buono però si è ammollata subito percui se avete dei suggerimenti per fare dei biscottini che rimangano croccanti dite pure!!

7 luglio 2009

Zucchine ripiene a rondelle


Anche quest'anno è invasione di zucchine...e non solo dal mio orto! Anche i vicini vogliono contribuire dato che non sanno più dove metterle! E Allora zucchine in tutte le salse! Le ripiene sono un classico, però stavolta ho voluto farle in anticipo e poi tagliarle come un polpettone...e il risultato è stato ultra gradito...due teglie piene son sparite in un baleno!

Ingredienti per due teglie di zucchine:
5 zucchine grandi, se son piccole meglio 6 o 7
2 panetti di seitan al naturale
1 carota
1 cipolla
1/2 costa di sedano
1/2 panetto di tofu (io l'ho messo perchè dovevo farlo fuori!)
sale e shoyu q.b.
olio e.v.o.
4 cucchiai di lievito alimentare in scaglie
pangrattato q.b.

Preparazione:
Lavate le zucchine, tagliate picciolo e culetto e poi scavatele. (Io ho un aggeggio magico che mi permette di scavare la verdura ottenendo dei riccioli con la polpa...bellissimi...però coi riccioli fatti d'interno di zucchina che ci faccio?! o li friggo o nada! vabbè chiudiamo la parentesi!)
Una volta scavate le zucchine cuocetele al vapore in pentola a pressione per 3/4 minuti. Lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate un trito con sedano, carota e cipolla e fatelo dorare in padella con un pò d'olio. Aggiungete poi il seitan, precedentemente tritato a mò di ragù, e mescolate bene. Eventualmente, se vi piace, sfumate con del vino.
Fate cuocere coperto per almeno 20 minuti in modo che le verdure siano cotte e il tutto sia amalgamato. Regolate di sale.
Una volta pronto, il composto che ci servirà per riempire le zucchine va lasciato un pò raffreddare e poi mescolato con un ingrediente che lo renda più "polpettabile"...ossia un legante. Vanno bene sia lievito alimentare in scaglie che pangrattato, io ho usato entrambi perchè mi piacciono.
A questo punto riempite le zucchine. Lasciate riposare almeno mezz'ora e poi tagliatele a rondelle.
Disponetele su una teglia e cospargetele con un "topping" a piacere (io ho fatto tre varianti: gomasio alle alghe, lievito alimentare e kombu e infine lievito alimentare e tekka. Aggiungete un filo di olio ed infornate, con grill, a 180° per 20-30 minuti, controllando sempre che non secchino troppo.
La spiegazione è stata un pò lunga, ma vi assicuro che ne vale la pena!! Gnam!

15 giugno 2009

Lecca lecca croccanti



Ma non sono bellissimiiiii?! Si ok, la mia è una prova percui devo ancora specializzarmi nella forma...però l'idea mi piace da matti! Dove l'ho presa?...segretissimooooo! Sono in fase di sperimentazione...piu che altro ricettine belle da vedere! Devo specializzarmi anche sull'estetica che è un pò il mio cruccio...anche se a dire la verità questi lecca lecca sono buoni da matti!! Malto e frutta secca...cosa vuoi di più?!

Ingredienti per 6 lecca lecca (dipende anche dalla grandezza!):
70 gr nocciole
50 gr mandorle
50 gr semi di sesamo
2 cucchiai di malto di riso

Preparazione:
Tostate la frutta secca in forno finchè non sarà colorita e profumata (bastano pochi minuti, io vado a naso!). Trasferite la frutta secca in un mortaio e spezzettatela per bene, meglio se i pezzi restano piuttosto piccoli...ma non riduceteli in polvere!
Mettete la frutta secca in un pentolino e aggiungete due cucchiai di malto. Quando il malto si scalderà sarà più "mescolabile" e potrete amalgamarlo bene alla frutta secca.
Mescolate un paio di minuti poi mettete il composto a cucchiaiate su una teglia ricoperta di carta forno. Ponetevi al centro uno stecchino e ricoprite con un altro foglio di carta forno.
A questo punto dovete dare la forma ai lecca lecca. Io ho preso una teglia e ho schiacciato in modo uniforme. Una volta raggiunta la forma desiderata vanno fatti raffreddare per bene.
Staccateli dalla teglia con una paletta facendo attenzione a non romperli e riponeteli in freezer (con questo caldo è l'ideale altrimenti il malto tende ad ammollarsi). Tirateli fuori solo al momento di servirli........la mia foto è un pò sfocata ma...GODURIAAAAAAA!



29 aprile 2009

Corso di cucina: terza puntata! (finalmente)



Finalmente ecco pubblicata la terza lezione del secondo corso di cucina firmato Fibra!
Questa volta non ci son state grandi novità culinarie sugli schermi di Vimercate, i ragazzi ci tenevano ad impastare torte salate e ravioli, così abbiamo proposto un "continuavano a chiamarli torte salate e ravioli" suscitanto un'ovazione entusiasta! (beh...l'altra sera (Greta) mi sono guardata Trinità in tele... del resto come si può resistere?! lo adoro a tal punto che potrei postare la ricetta della fagiolata...).
La serata si è aperta con un assaggio (apprezzato) della farinata con zucchine di Fibra, per chiudersi con una degustazione di tre tipi di torte vegan: crostata, mele e pere e cioccolato, sempre "fibrose"...
Come col gruppo precedente abbiamo preparato un po' di verdure già cotte simulando le classiche schiscette di avanzi che riempiono spesso il frigo di casa, compresa una vellutata di cavolfiori e pistacchi sempre made in Fibra..poi semi, alga nori, fiocchi di avena, pangrattato, gomasio,erbe aromatiche etc. Le farine, anche questa volta, erano tutte diverse, proprio per avvallare la nostra "CucinaSenzaDosi" e dimostrare che è vero-verissimo il fatto che spesso i grammi indicati dai ricettari e i vari "un po'" rischiano di diventare fuorvianti e di scoraggiare i volonterosi cuochi che le leggono!

Beh, ragazzi, bisogna dire che l'alta cucina non ci è più preclusa, che il podio fornellesco è ormai conquistato, che il mestolo d'oro l'abbiamo già in mano!!!BRAVI BRAVI BRAVI!! Altro che Gualtiero Marchesi e la sora Lella...l'unico consiglio dato all'inizio è stato quello di non fare torte tutte uguali... Infatti, l'altra volta erano tutti così felici di poter fare un bel mischione di tutto, che le torte erano buone sì, ma... tutte uguali!! Sicchè, memori delle torte rinfusa fatte con lo stampino,abbiamo suggerito di differenziarle, scatenando il delirio... c'era chi si litigava gli ultimi pezzi di patata, chi cercava di distrarre il gruppetto "rivale" per fregarele rondelle di zucchine rimaste, chi si è messo un po' lontano per non mostrare l'opera durante il confezionamento...grandissimi: basta guardare cosa è uscito dal forno! Ed erano più buone che belle!!! Per la ricetta delle torte salate potete sbirciare la lezione del corso precedente, cambiano semplicemente le verdure!



Poi è arrivato il momento del raviolone, assolutamente identico anch'esso a quello del corso scorso come impasto, mentre il ripieno è stato fatto con spinaci bolliti e frullati, olio d'oliva, sale e mandorle tritate.



Che dire, le foto parlano da sole! E mi raccomando...senza commenti non pubblichiamo la puntata seguente!!! :-D

26 aprile 2009

Pizza!



Finalmente ho trovato la mia ricetta per la pizza fatta in casa. E' lei, la accendo! Ovviamente ringrazio la Sana Gola, questa ricetta l'abbiamo imparata con Gianfranco Berton e i suoi trucchetti funzionano alla perfezione! Io preferisco la pizza un pò croccantina, mi soddisfa di più di quella "tira e molla"...e la digerisco anche decisamente meglio! Questa è croccante ma non dura, è friabile e saporita....il segreto? Seguite la ricetta e sbizzarritevi per la copertura!! =)

Ingredienti per l'impasto:
1/2 Kg rafina tipo 0 o tipo 2 se la preferite integrale
100 gr farina di mais fioretto
7-8 gr livito di birra da sciogliere in acqua tiepida
1 cucchiaino di malto
3 cucchiai olio e.v.o.
1 cucchiaino di sale

Preparazione:
Sciogliete il lievito di birra in un pò di acqua tiepida aggiungendo un cucchiaino di malto, che aiuterà la lievitazione.
Unite insieme le farine e il sale. Aggiungete poi il lievito, l'olio e tanta acqua quanto basta per ottenere un impasto molto morbido.
Lavorate con decisione per almeno 10 minuti, sbattendo l'impasto di tanto in tanto sul piano di lavoro (sempre con tanto tanto amore!).
Ponete il panetto a lievitare in un luogo caldoper circa 1 ora e mezza, deve risultare doppio. Io lo metto in forno con la luce accesa.
Quando è trascorso il tempo necessario, riprendete la pasta. Lavoratela pochi minuti poi stendetela fino a circa mezzo cm.
A questo punto sbizzarritevi con la copertura! Io ho usato del tofu affumicato sbriciolato, capperi, cipolla e pomodorini!! WOWOW, è davvero una goduria!! E poi la soddisfazione di averla fatta in casa la rende ancora più buona!!! =)

21 aprile 2009

Ricette di Pasqua: Cornbread con crema di ceci



Ottimo questo cornbread! Una versione vegana della ricetta tradizionale messicana che vede le uova al posto del tofu. Viene usato generalmente per accompagnare il chili! Io per Pasqua l'ho fatto a fette e spalmato di hummus ai capperi, ma è ottimo anche così da solo.
Non si può considerare proprio un sostituto del pane, è più una torta salata...in quanto appunto contiene tofu ed è molto sostanzioso!

Ingredienti:
300 gr farina di mais fioretto
1 cucchiaio di cremor tartaro
170 gr tofu naturale
1 scatoletta di mais lessato
1 cucchiaino di aceto di mele
160 gr farina integrale
50 gr olio e.v.o.
latte di soia q.b.
sale q.b.

Preparazione:
Preriscaldate il forno a 180°. Ungete una teglia (io ho usato una teglia da plumcake) spolverandola con due cucchiai di farina di mais.
Versate in una terrina tutti gli ingredienti asciutti e miscelateli. In un mixer versate il tofu precedentemente sbollentato per pochi minuti, l'olio, l'aceto di mele e un pò di latte di soia. Frullate fino ad ottenere un composto cremoso da aggiungere alle farine. Allungate con altro latte di soia fino ad avere un composto morbido e cremoso.
Tagliuzzate 3/4 del mais lessato e aggiungetelo all'impasto. Il restante mais lo mettete come "topping" della torta.
Versate nella teglia preparata e cuocete per una mezz'ora, finchè inserendo uno stecchino al centro, ne uscirà pulito.

Una volta cotto sformatelo con cura, lasciatelo raffreddare poi tagliatelo a fette e guarnitelo con dell'hummus o altra crema di fagioli.

Gnaaaam!!


13 aprile 2009

Menu di Pasqua: polpettine ai semi di girasole con salsa tartara


Come promesso, eccovi le ricette che ho proposto ieri per Pasqua!
La nostra tradizione familiare vuole una vagonata di antipasti, poi un secondo con contorno e i vari dolci.
Questa è la prassi a Natale, Pasqua e varie feste! Percui io mi sono buttata sugli antipasti anche perchè li preferisco ai secondi piatti, mi danno più l'idea della festa.
Ho cucinato tra sabato sera e domenica quasi 5 ore ma ne è valsa la pena! Abbiamo pappato praticamente tutto e quindi ringrazio le ricette della Sana Gola!

Gli antipasti che ho preparato:
- Polpettine ai semi di girasole con salsa tartara
- Lumachine agli spinacetti
- Quinoa primaverile menta e limone
- Cornbread con crema di ceci

- Crema dolce al limone e mandorle (per la colomba)

Da cosa partiamo? Io andrei in ordine sperando di non metterci una vita per postare tutto!
Ecco quindi le polpettine che secondo me sono state le più apprezzate...dovevo farne il doppio!

Ingredienti:
130 gr semi di girasole
3 cucchiai di pane raffermo
1 peperone rosso sbucciato e tagliato a dadini
Pangrattato
1 cipolla
1 spicchio di aglio (facoltativo)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
2 tazze d'acqua
sale o shoyu q.b.
pepe q.b.

Soffriggete la cipolla tritata e l'aglio (io non l'ho messo perchè purtroppo sapeva di muffa e l'ho buttato tutto...ma anche senza agli erano squisite!) in 2 cucchiai di olio. Unite i peperoni e saltateli 5 minuti.
Tritate i semi di girasole con un macinino e poi uniteli in padella. Mescolate bene, aggiungete sale e pepe.
Unite l'acqua e portate ad ebollizione. Fate andare, mescolando, per una decina di minuti finchè l'acqua non si assorbe.
Versate il composto in una terrina, aggiungete il pane secco e il prezzemolo. Mescolate bene il composto per omogeneizzare gli ingredienti poi lasciatelo riposare almeno 15 minuti. Io ho preparato il composto la sera e poi ho fatto le polpette la mattina.
Formate, appunto, delle polpette con le mani umide e passatele nel pangrattato.
Potete sia passarle in forno a 180° per una decina di minuti come ho fatto io, sia farle dorare in padella con 2 cucchiai di olio e.v.o.

PER LA SALSA TARTARA:
130 gr tofu vellutato (io l'avevo normale, è andato bene comunque)
1 cuchiaio di aceto di mele
2 cucchiaini di acidulato di umeboshi (non l'avevo, buono anche senza!)
40 gr capperi dissalati
2 cucchiaini di senape
1 cucchiaino di malto di riso
3 cucchiai di olio e.v.o.

Preparazione:
Fate bollire il tofu in acqua per 5 minuti.
Mettetelo in un recipiente stretto e alto e unite tutti gli altri ingredienti. Frullate con un frullatore ad immersione aggiungendo latte di soia fino a raggiungere la consistenza desiderata ovvero cremosa, tipo una maionese.
Servitela in una ciotola colorata e intorno ponete tutte le polpettine!

SO GOOD!!

11 aprile 2009

2° corso di cucina - seconda puntata

Finalmente riesco a inserire i post delle prime due lezioni del corso di cucina di Fibra! Chiedo scusa ai partecipanti che magari erano ansiosi di vedere foto e ricette, ma ho avuto una settimana di fuoco e mi attendono trasferte lavorative a Padova, Verona e Firenze percui devo sfruttare questo weekend pasquale per far tutto! A proposito...per Pasqua ho intenzione di provare alcune ricettine interessanti imparate alla Sana Gola...poi vi terrò aggiornati!
Buona Pasqua a tutti!!

SECONDA PUNTATA
I progetti erano altri... gli gnocchi tanto per intenderci... ma il contadino ha deciso diversamente e la serata ha preso una piega diversa nel giro di un pomeriggio... mannaggia queste verdure di stagione!!! ;D! Il gruppo si è arricchito di un tocco internazionale che ci piace molto e ci dà un tono: Hanno il tedesco e July from australia, la coppia esotica del corso!
La prima puntata si è conclusa amputata del gomasio, che era stato ventilato all'inizio ma che non abbiamo fatto in tempo a fare, anche perchè è facile ma lunghetto (dani ha usato il mortaio per un paio d'ore e crediamo non voglia più sentir nominare il sesamo in vita sua!) e non si è fatto in tempo, però si è rimediato subito!

GOMASIO
Condimento classico della cucina macrobiotica, letteralmente significa sesamo (goma) salato (shio), ovvero sesamo tostato pestato con sale grosso, in proporzioni variabili e con eventuali aromi aggiunti a piacere.
In commercio di solito la proporzione e 1 parte di sale per 16/18 di sesamo, ma a noi piace più salato e l'abbiamo proposto in proporzione 1 a 10...
Oltre ad essere davvero gustoso, su cereali e verdure sia cotte che crude, è un ottimo integratore data la quantità eccellente di magnesio e calcio del sesamo e gli oligoelementi del sale marino integrale, yanghizza molto all'occorrenza (macrobiotica.. ehehehe!) ed è incredibilmente versatile!

Ingredienti:
sesamo;
sale m.i. grosso;
Nori tostate e sbriciolate (facoltativo);
erbe aromatiche a piacere (facoltativo);

Procedimento:
Si sciacqua il sesamo sotto l'acqua corrente dopo averlo messo in un colino, lo si fa sgocciolare un po' e lo si mette in una padella larga e bassa, con fuoco a fiamma bassa: è pronto quando scoppietta (occhio... la casa potrebbe essere costellata di semini di sesamo per giorni! Usate, se l'avete, un paraschizzi durante la tostatura o scopino e paletta dopo...) e i semini sono ben separati tra loro.
In un mortaio o nel mitico suribachi (il mortaio giapponese che costicchia un po', per cui va benissimo anche il mortaio del pesto o il bicchiere di vetro col pestello da cocktail) mettete, poco per volta, il mix di sesamo e sale che avrete preparato in una ciotola o direttamente nella padella una volta spento il fuoco, nelle proporzioni suggerite (per ogni cucchiaio di sale, 10 di sesamo) o con meno sale se lo preferite.
Si può aggiungere anche qualche erba o qualche altro ingrediente, noi abbiamo optato per l'alga nori tostata e sbriciolata (la si trova già pronta nei negozi specializzati e nelle erboristerie) e per un mix di erbe aromatiche bio trovato al supermercato, nella quantità che vi piace di più anche se consigliamo di non superare il cucchiaio (quindi 1 parte di nori o erbe, 1 di sale e 10 di sesamo).
Una volta preparato, lo si può conservare (volendo anche fuori dal frigo ma io preferisco tenerlo al freschino..) per un paio settimane, volendo, tenendo presente che l'aroma del sesamo tostato tende ad impoverirsi in poco tempo e che i semi dopo un pò irrancidiscono.



PARMIGANO
ovvero: parmigiano vegano!
Ogni tanto si può sentire la nostalgia del confortante formaggio grattato da mettere sulla pasta... perchè non optare per qualcosa di più sano e altrettanto saporito?!

Ingredienti:
mandorle;
lievito alimentare in scaglie;

Procedimento:
Le proporzioni qui son facili e Andrea non ha dovuto aiutarmi... fifty fifty, metà mandorle tostate (in padella sempre a secco come per il sesamo, ma non devono scoppiettare! Son pronte quando si sprigiona un buon profumo di tostatura) e metà lievito in scaglie: tutto nel mixer e il gioco è fatto!!
Il lievito è un ingrediente che normalmente la macrobiotica non considera, ma chi non mangia mai alimenti di origine animale spesso può essere carente di vitamine del complesso B, di cui il lievito è ricchissimo.
Le mandorle, dal canto loro, sono una miniera di calcio preziosissima: molti altri alimenti lo sono, per esempio i latticini ma... non tutti sanno (perchè la televisione e le industrie casearie dicono ovviamente l'opposto) che il metabolismo dei latticini crea acidità nel sangue, che per tornare in equilibrio ruba calcio e altri minerali dalle ossa... aumentando il deficit di calcio in esse!! Quindi: più mangio latticini, più rischio l'osteoporosi!
Suona strano? Maledette pubblicità...

CREPES di FARRO E CECI CON VERDURE
Ecco uno degli "sfizi-droghe" che ci piacciono molto (greta non riesce a non mangiarle per più di una settimana di fila!!) sono gustosissime e di grande soddisfazione, la riuscita è assicurata e piacciono a tutti!
A casa forse è un po' più facile farle, con un fornello di dimensioni umane e non titaniche come quello di una cucina industriale: la fiamma è regolabile molto meglio (quella di Vimercate ha praticamente due opzioni: bassissima o modello fiamma ossidrica), le padelle sono familiari e maneggiabili molto più facilmente, anche se i nostri cuochi del Lunedì sono stati bravissimi e le crepe sono state spazzolate e gustate in men che non si dica!!

INGREDIENTI per una ventina di crepes:
(la quantità di crepes che si ottiene con queste dosi dipende da: il diametro della padella che utilizzate, dalla consistenza dell'impasto e dallo spessore della crepe stessa; tenete presente che noi, con un chilo di farina (farro+ceci) abbiamo cucinato una trentina di crepe in una padella relativamente grande e col composto abbastanza denso perchè più facile da cuocere per i non esperti).

200 gr farina di farro integrale;
stessa quantità di farina di ceci;
acqua;
succo di un limone;
sale m.i. o tamari;
olio di oliva o di sesamo;
erbe aromatiche a piacere;
foglie di shiso in polvere (facoltative);
una carota o un pennello da cucina;

PROCEDIMENTO:
In una ciotola piuttosto grande dai bordi alti (o in una pentola) mettete le due farine e aggiungete, direttamente dal rubinetto e poca per volta, l'acqua. Con il minipimer (sconsigliata la frusta da cucina se non volete tirare natale in men che non si dica) iniziate a mescolare il tutto, aggiungendo anche il succo del limone, il sale e se vi piacciono, le erbe aromatiche che preferite. ( noi abbiamo aggiunto anche le foglie di shiso, erba aromatica disintossicante e alcalinizzante con cui vengono messe afermentare le prugne umeboshi).
Magie vegan, che ne sa una più del diavolo (in questo periodo sta facendo i corsi alla Sana Gola... che invidia...) aggiunge anche un po' di gomasio per dare un tocco aromatico in più!
Quanta acqua bisogna aggiungere? Più o meno lo stesso peso delle farine; il composto alla fine deve risultare liquidino, non troppo vischioso altrimenti le crepe somiglieranno a dei chapati indiani fatti col cemento... non buonissimi!! Fate la "prova cucchiaio" per valutarne la consistenza, se è troppo densa scende lentamente dallo stesso e ricade nella ciotola con un plof poco incoraggiante; se è troppo liquido probabilmente avete esagerato col rubinetto e basta aggiungere un po' di farina e frullare ancora col minipimer. La CucinaSenzaDosi colpisce ancora!!
Come si procede?
Munitevi di una padella antiaderente (nota sul teflon: i macrobiotici seri e ligi non lo considerano nemmeno, ma il Senso Pratico impone, per le crepe, di utilizzare una padella antiaderente rigorosamente non rovinata, altrimenti la pellicola si stacca in microframmenti contaminando il nostro cibo; in linea generale, sarebbe cosa buona e giusta usare pentole in acciaio o in pyrex o in coccio, ma si fa quel che si può) dal diametro non troppo grande, max 20 cm, tenendo presente che più la padella è piccola più è facile girare le crepe evitando di sbruciacchiarle troppo.
Fate scaldare ben bene la stessa, ungendola con un po' d'olio: per evitare di usarne troppo, potete spennellare (occhio... io ho fuso il mio pennello sulla superficie rovente...) la superficie della padella con una carota unta.
Con un mestolo, fate cadere un po' di composto nella padella, che terrete in quel momento in mano, alzata rispetto alla fiamma, per poi "giocare di polso" facendo in modo che la superficie della padella sia ricoperta.
Mettete subito sul fuoco, a fiamma abbastanza alta, e coprite col coperchio la padella: la crepe va girata con un colpo secco quando inizia a "fare le bolle" con una paletta da cucina antiaderente anch'essa. Ogni crepe deve cuocere per qualche minuto. Una volta cotte, impilatele mano mano su un piatti da portata, non si attaccano tra loro.




CREMA DI ZUCCA
Siamo già disperate all'idea della "fine delle zucche" anche quest'anno... non so come faremo a superare l'estate!! Quindi crema di zucca nostalgica, stufata in padella con una cipolla e un po' di olio e sale. Facilissima, non va neppure spiegata; dovete semplicemente ridurre la zucca in tocchetti prima di metterla in padella e in purea mentre è in padella.
Chi non dovesse amare la zucca (povero Andrea...) può farcire la sua crepe con qualsiasi altra verdura (magari non i carciofi pena litigio di coppia con la Patti).



CRAUTO CON SEMI DI ZUCCA
causa contadino dispettoso, si è dovuto ripiegare sul crauto del supermercato... ;(
un po' plasticoso, ma ce lo siamo fatto andare bene lo stesso! Tagliato in striscioline, l'abbiamo saltato in padella con tamari e un goccino d'olio di sesamo, mentre a parte abbiamo tostato i semi di zucca (sempre con lo stesso criterio, a secco e quando si gonfiano un po' son pronti) che in teoria sarebbero stati tutti da aggiungere ai crauti, ma avevamo una fame mostruosa e una metà li abbiamo saltati, tostati, in padella con qualche goccia di tamari... a aperitivo fu!! (qualcuno sognava una bella birretta...).



Morale della serata: crepe con una spalmata di crema di zucca, una forchettata abbondante di crauti e semi di zucca e una spolverata, volendo, di gomasio!! E buon appetito!

8 aprile 2009

2° corso di cucina: Prima puntata

PRIMA PUNTATA
Eccoci qui, senza Anna purtroppo che è fuori forma e non ci sarà nelle prossime settimane... ci sentiamo un pò orfanelle senza la nostra macro-mamma ma il nuovo gruppo è così carino da farci abbandonare la anna-saudade! La prima serata è stata bellissima, iniziata con una sana introduzione alla cucina vegana e alle presentazioni reciproche; non si è cucinato molto tutti insieme perchè non c'era molto da "impastare" e hanno lavorato più le orecchie delle
manine...anche se armati (letteralmente! i coltellazzi della cucina
di Vimercate sono armi da samurai vere e proprie) di taglieri e lame si è iniziato in men che non si dica a tagliare a julienne le varie verdure come fanno i veri chef:
mano a "ragno" con pollice piegato all'interno e più "indietro" rispetto alle altre dita, che se ne stanno ben piegate in modo da far scorrere la lama sulle falangine per evitare amputazioni e tagli antipatici (chi scrive -greta- è finita al pronto soccorso più di una volta e ha sperimentato sulla sua pelle letteralmente cosa voglia dire sbagliare mira...).
Le verdure così tagliate son servite per la...

QUINOA CON VERDURINE
L'idea di proporre la quinoa, lessata e poi saltata in padella, non mi convinceva del tutto perchè mi pareva di proporre qualcosa di troppo "normale" che avrebbe potuto deludere i ragazzi, ma spesso mi son sentita chiedere indicazioni e insultare dopo i tentativi fatti a casa da parte di chi mi ha chiesto la ricetta, sicchè.. ho optato per la quinoa saltata! Intanto bisogna sapere che la quinoa non è un cereale,
anche se viene utilizzato come tale ed assimilato ai cereali(come il grano saraceno che è una graminacea), ma è della famiglia delle chenopodiacee come gli spinaci e la barbabietola. Ha più del 10% di proteine, tutti gli 8 amminoacidi essenziali e perciò preziosa per chi preferisce non mangiare prodotti animali (il valore nutritivo è simile a quello del formaggio ma senza grassi e colesterolo e senza che il sangue si acidifichi troppo ;D!), è ipocalorica, ricca di ferro, zinco, manganese e fosforo... ed è pure buona!!
Gli aztechi la mangiavano quotidianamente, ma sulle nostre tavole non si è ancora diffusa tanto da rendere intuitiva la cottura, che è rapida ed indolore!

INGREDIENTI per 4 persone affamate:
una confezione di quinoa 500 gr;
tamari e olio di sesamo q.b.;
verdure a piacere, noi abbiamo usato
cipolla;
broccoletti;
carote;
sedano rapa;
zucchina;

PROCEDIMENTO:
Far bollire l'acqua in una pentola, aggiungere una presa di sale integrale e buttare la quinoa, che deve cuocere dai 10 ai 15 minuti: deve rimanere croccantina e se notate che il cuore del semino rimane chiaro, non significa che sia rimasta cruda, è fatta così! Una volta spenta la fiamma, la si scola in uno scolapasta che abbia i forellini molto piccoli, altrimenti i semini se ne vanno tutti nello scarico del vostro lavello di casa. Raffreddate poi la quinoa sotto l'acqua fredda e fatela saltare nella padella in cui avrete fatto saltare le verdurine elencate sopra e tagliate rigorosamente con la mano "a ragno" (:DDD). Le verdure devono restare croccantine, non mollicce o spappolate, altrimenti la quinoa si "impasta", i chicchi rimangono tutti incollati e non è gustosa come dovrebbe! Condite a piacere con tamari e, se volete, con un filo di olio di oliva. Noi in padella abbiamo usato l'olio di sesamo, che fuma ad una temperatura molto elevata e quindi è l'ideale per i soffritti.





INVOLTINI DI FINTO POLLO
Grande classico di Fibra, vanno a ruba e si è quindi deciso di proporli al corso, danno molta soddisfazione e, nonostante le apparenze, sono di una facilità da non credere!

Ingredienti:
Due cespi di radicchio lungo (per ogni cespo contate una decina di foglie al massimo, quelle centrali son troppo piccole);
200 gr circa di granulare di soia, alias il finto pollo;
Rosmarino a piacere (noi abbiamo usato quello dell'orto di casa essiccato con tanto ammòre);
Uno spicchio d'aglio;
Olio di oliva q.b.;
Sale m.i. o tamari;
Pangrattato e/o fiocchi d'avena come aggolmerante;

Procedimento:
Sfogliate il radicchio senza rompere le foglie, lavatele e fatele cuocere a vapore (noi le abbiamo preparate in pentola a pressione col cestello, devono cuocere per qualche minuto) e fatele raffreddare bene prima di arrotolarle a meno che non abbiate le dita di amianto. Intanto fate rosolare a fiamma bassa il rosmarino, l'aglio e il finto pollo in una padellona in cui avrete versato un paio di cucchiai di olio di oliva (si soffrigge poco) per pochi minuti, per poi innaffiare il tutto con una bicchierata di acqua che serve a far "rinvenire" il finto pollo.
potete salare l'acqua prima o aggiungere il sale successivamente.
Una volta spenta la fiamma, aggiungete al finto pollo del pangrattato (noi si ama quello integrale, ma è troppo cruscoso e lega poco, quindi quello bianco) o dei fiocchi d'avena, che son preferibili per chi come Laura e Marisa non possono mangiare il frumento: il sapore è un po' più dolciastro ma il palato è contento lo stesso e lo stomaco ringrazia dato che l'avena è fra le cose più digeribili al mondo! Il composto deve risultare polpettabile, quasi gnucco, pastoso altrimenti si disfa; se non lo fosse, aggiungete acqua o pangrattato/fiocchi d'avena all'occorrenza! Se vi piace, del prezzemolo tritato non guasta.
Fate delle polpettine ovoidali che andranno riposte sulle foglie di radicchio: ogni foglia ben fredda deve essere allargata per bene, e la polpettina riposta dalla parte della costa del radicchio, la parte bianca per intenderci; si arrotola la foglia e voilà! L'involtino è pronto per essere messo in forno insieme ai suoi simili, su una placca rivestita di carta forno e spennellata di olio di oliva, per una decina di minuti a 180 gradi circa.





12 luglio 2008

BUC! (e mini ricetta)

BUC! Ovvero...Batto Un Colpo! Ci sono, ci sono! Non mi piace lasciare il blog a se stesso, è vero che non cresce nè l'erbaccia nè la polvere...però si sa, un blog non aggiornato non è un blog! Per cui batto un colpo! Che succede, direte voi? Bè succede che lunedì scorso ho iniziato a lavorare! Sono pendolare a Milano, in ufficio fino alle 6 (quando va bene)...percui di tempo me ne rimane davvero poco, purtroppo! Spero di abituarmi ai ritmi al più presto per poter recuperare anche la normale l'attività del blog, ma per l'inizio non so quanto potrò tenerlo aggiornato e vi chiedo già scusa! Comunque ho una ricetta super veloce da proporvi (senza foto, abbiate pietà! =D ). E' una salsina, buona buona e semplicissima...ottima per condire le insalatone estive, per i crostini o come accompagnamento a del semplice tempeh o seitan.

Maionese di anacardi

Ingredienti per una ciotolina:
2 manciate di anacardi
succo di mezzo limone
1 cucchiaino di tamari
1 cucchiaino di senape

Preparazione:
Macinate gli anacardi nel macinino da caffè, il risultato dovrà essere una polvere morbidissima. Mescolate questa farina di anacardi con gli altri ingredienti e assaggiate. Se volete usarla per condire le insalate meglio allungarla un pò con altro succo di limone, latte di soia o anche solo acqua tiepida!

29 giugno 2008

torta di zucchine e muscolo di grano


E' allarme zucchine. L'orto ne produce più di quante ne riesca a mangiare quindi ormai le preparo in tutte le salse. Avevo ancora un pò di affettato di muscolo di grano, ne avevo recuperata una confezione al Veganch'io e devo dire che è veramente un buon prodotto, gli ingredienti sono semplici e il sapore è ottimo! E poi è anche molto versatile, ottimo per imbottire i panini, tagliato sottile in carpaccio con olio e limone o tritato per ripieni! Una buona alternativa soprattutto per l'estate...in questo periodo ho poca voglia di cucinare piatti elaborati...i legumi riscaldano molto la cucina quindi ogni tanto se proprio devo cucinare preferisco usare il forno che ho in taverna!

Ingredienti per la sfoglia:
160 gr farina semintegrale
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di origano secco
2 cucchiai di olio di mais

Ingredienti per il ripieno:
2 zucchine grandi
200 gr muscolo di grano tipo bresaolina
3 foglie di menta
olio e.v.o.
semi di girasole tostati

Preparazione:
mescolate farina, sale e olio. Sgranate bene la faina con le mani e poi aggiungete acqua a sufficienza per creare un impasto morbido e un pò elastico. Lavoratelo qualche minuto poi lasciatelo riposare una mezz'ora. Nel frattempo tagliate le zucchine a fette sottili per la lunga, grigliatele e mettetele in una terrina tagliandole a pezzetti. Aggiungete olio e.v.o. e l'affettato tritato con la menta. Stendete la pasta piuttosto sottile (2 mm) e ponetela in una teglia con carta da forno. Bucherellate il fondo, aggiungete il riepieno e ricoprite con la pasta rimanente. Spargete qualche seme di girasole sul ripieno e infornate a 180 gradi per 20 minuti. Ottima tiepida o fredda!

16 giugno 2008

Polpette di riso primavera, di essenzalimentare


Le ricette di mattop sono sempre una garanzia...(e anche le sue foto...la mia in confronto è penosissima!!). Ieri ho provato a fare le sue polpette primavera e sono venute veramente buone! Saziano ma sono leggere, approvate! Ho apportato delle minime variazioni, più che altro per ottimizzare gli ingredienti che avevo in casa...Invece delle alghe arame ho usato le wakame e nell'impasto ho aggiunto anche un pezzetto di tofu alle erbe che giaceva sconsolato nel frigo dal giorno precedente! :P
Ottime ottime!!
Con un ritardo immenso mi sono tra l'altro accorta di aver vinto il gioco di mattop, indovina la mousse...Grazie!! Non vedo l'ora di ritirare il premio eheheh mmmmm!